Il Marchese

Maghinardo Pagani da Susinana (Marradi, 1250 - 27 agosto 1302) figlio di Diana di Azzo della Pila Ubaldini del ramo di Montaccianico e del nobile ghibellino Pietro di Pagano è stato un condottiero militare e politico italiano del XIII-XIV secolo.

Indiscusso protagonista delle vicende romagnole dell’ultimo quarto del '200, destreggiandosi abilmente tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini, seppe creare una propria signoria su tre vallate parallele dell'Appennino romagnolo: Lamone, Senio e Santerno. Fu capitano del popolo e podestà di Faenza e di Imola, capitano del popolo di Forlì.

Fu definito da Dante “il lioncel” in riferimento all’araldica di famiglia, un leone rampante blu in campo argento, nella Commedia è condannato per la condotta politica opportunista, “ghibellino in Romagna e guelfo in Toscana”.

«Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lïoncel dal nido bianco
che muta parte da la state al verno»
(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII, 49-51)

«Ben faranno i Pagan, da che 'l demonio
lor sen girà; ma non però che puro
già mai rimagna d'essi testimonio»
(Dante Alighieri, Purgatorio, Canto XIV, 118-120)

Il suo nome

Maghinardo, deriva dal germanico Meginhard, composto da magan "forza"  e  hard "valoroso", "coraggioso". Può quindi significare "forza coraggiosa", "forte e coraggioso", e via dicendo o anche "molto forte" "molto potente". La desinenza "hard" assume spesso un valore rafforzativo nei nomi germanici.

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Brisighella

Situata lungo l’antica strada di collegamento tra Ravenna e Firenze, Brisighella vanta un paesaggio naturale contraddistinto da campiture regolari ricche di vigneti e uliveti, inserite a loro volta in una cornice di pace e tranquillità.

Le origini del borgo risalgono alla fine del '200, quando il Maghinardo Pagani edificò su uno dei tre scogli di selenite, quella che divenne la roccaforte più importante della valle del Lamone.
Nel 1310 Francesco Manfredi, primo signore di Faenza, eresse su un altro spuntone di roccia la rocca di Brisighella. Essa venne rimaneggiata da un suo discendente, Astorgio, intorno alla metà del Quattrocento, infine fu completata dai Veneziani nel 1508 con la torre più alta, raccordata alla cinta di mura.

Tra esigenze difensive e di popolamento, nei secoli a seguire Brisighella attuò un programma di custodia gelosa della sua memoria storica, arricchendosi delle bellezze architettoniche e artistiche e dei sapori del suo territorio.

Un luogo ideale per lasciarsi alle spalle gli stress della vita quotidiana e trascorrere una vacanza nel segno del benessere grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali, situate a poco più di 300 metri dal centro storico.

Adagiata tra le verdi colline della valle del fiume Lamone, il borgo di Brisighella sorge alle pendici del Parco appenninico della Vena del Gesso. Su di loro, testimoni di un antico passato, si innalzano i simboli del centro abitato: la torre dell’Orologio, il santuario della Beata Vergine del Monticino e l’imponente Rocca Manfrediana.

Arte, natura, benessere e un’ottima enogostronomia sono le referenze con le quali Brisighella si presenta ai suoi visitatori e a chiunque abbia voglia di conoscerla, peculiarità che la rendono tra l’altro non solo uno dei Borghi più Belli d’Italia, ma anche protagonista a pieno titolo nei circuiti Cittaslow e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.